Archivio mensile:dicembre 2011

Farsi cazziare persino dalle macchine

Coltivo i miei sensi di colpa con la cura di un appassionato di orchidee: li nutro, li faccio crescere e fiorire e persino riprodurre con gemmazioni e talee o  addirittura creo nuovi ibridi.
Non dovrei stupirmi quindi se i motivi per averne  di nuovi non mi mancano. Il più recente è il Test del corpo di Wii Fit Plus. Non
salto un giorno e se ho messo su anche un solo etto, lei mi rimprovera e io mi sento una merda. Per non dire della mia età Wii Fit… se risulta più alta della mia età effettiva, mi sento addosso i sintomi della senilità per tutto il giorno.
E dire che basterebbe così poco. Evitare di usarla.

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So di non essere originale

So di non essere originale, ma odio il natale.

Odio le luci per strada, che ce n’è sempre troppe che non funzionano.

Odio i panettoni, che hanno i canditi e l’uvetta, o solo i canditi o solo l’uvetta, o persino il radicchio.

Odio il rosso, che se è macchiato da una falce&martello gialla, mica tanto, poi.

Odio l’oro e l’argento, che scintillano cupi nelle brevi giornate scure.

Odio gli auguri, che per uno che te li fa di cuore, mille pensano ai cazzi loro.

Odio i sorrisi felici, che sono spesso falsi o macchiati di tristezze incipriate.

Odio il senso di colpa dei dopo pasto, che inesorabile cade su pance piene e membra cadenti.

Ma poi sento questa e mi ricordo delle persone a cui voglio bene con cui posso passare più tempo e mi dico che, meno male, è di nuovo natale.

Ma passa qualche giorno e si torna al cinismo di sempre.

 

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Colleziono parole

parole parole parole

È una vita che metto da parte parole.

Alcune le uso subito, altre le conservo per momenti migliori.
Alcune le tengo a portata di mano, altre le metto in cassaforte.
Alcune non vedo l’ora di regalarle, altre le custodisco gelosamente.
Alcune le coloro vivaci, altre le lascio nero su bianco.
Alcune le traduco in italiano, altre le lascio come le ho trovate.
Alcune le pronuncio, altre le lascio al loro eloquente silenzio.
Alcune le smonto e ne cerco l’anatomia, altre sono idoli intoccabili.
Alcune sono di carta, altre d’aria.
Alcune sono virtuali, altre di pietra.
Alcune so leggerle, altre solo guardarle.

Ma tutte, tutte, sono la mia ricchezza.

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Up – punti

AMORI
I libri fisici (i miei vivai per acari preferiti)
I libri elettronici (buco nero dove finiscono gli euri virtuali della mia carta di credito)
I libri prestati (raramente e solo a persone fidatissime)

COLORI
I post-it colorati (rigorosamente non usati, ché è peccato)
Le matite colorate e i pennarelli (anche se non so disegnare)
Le mollette per bucato (vedi http://wp.me/p1TRx7-1I)

SAPORI
I gusti “lievi” (no, non dire insapori!)
L’alternanza dolce / salato (nutella e pringles – olive e cocacola)
Le ricette con al massimo quattro ingredienti

MALORI
Il mal di testa passa aspettando (magari aspettando a letto, al buio e in silenzio)
I gran mal di pancia (metaforici e non)
Il mal d’amore non esiste (è solo difficile abituarsi)

SIGNORI (E PADRONI)
Guapo (peloso dittatore morbido)
Nipotame (le Zie Zitelle a questo Zervono)
Stivveggiobs (R.I.P.)

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Облако в штанах

(a spolverare i libri si ritrovano sempre parole amate)

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Un (quasi) elogio della fatica fisica

Sentire i muscoli che lavorano, si sforzano, si tendono.
Sentire la pelle che si scalda e traspira.
Sentire il cuore che accelera, che rimbomba nella testa.
Sapere che la salute se ne giova.
Sapere che il sonno migliora.
Sapere che fa bene.

Ma, soprattutto, sapere che posso smettere quando voglio.

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