Archivi categoria: These Foolish Things

Parole e/a memoria

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Einstein diceva: «mai memorizzare quello che puoi comodamente trovare in un libro». Figuriamoci poi in un vocabolario.

Però le parole, quando ti servono per dirle, devi averle sulla punta della lingua (o almeno nell’Area di Broca).

Ed è lì che viene il bello.

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It’s a trap

trap

 

Il nostro corpo è fatto di 1014 cellule. Cioè centomila miliardi di cellule.

Il 90%, però, non sono nostre cellule, sono cellule microbiche esterne.

Ora capisco perché non sono mai d’accordo con me stessa.

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Sempre più spesso

uncertainty

Sempre più spesso (con la vecchiaia che avanza, è evidente) mi scopro a ripetermi: “non so davvero cosa pensare”. E mi capita su quei temi che dividono le opinioni (le coscienze no, su quelli ho ancora posizioni ben ferme). Che mi succede?

Sto perdendo la capacità di valutare le cose?

Sto accettando il declino della passione dialettica?

O sto solo morendo democristianamente affogata in una melmosa e opaca via di mezzo?

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Tappe

Ho deciso che userò una delle 50 app fotografiche dei miei iPhone per fare una foto significativa di ogni giornata. Così poi potrò intravedere un percorso, un cammino, un senso in divenire.

Il percorso avrà due tappe. Perché al terzo giorno mi sarò già rotta le palle.

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Tempo

Sarà meglio che tenga i desideri così come sono e devono essere: irrealizzati.

Il tanto agognato tempo libero, il tempo per me, per le mie cose, il tempo vuoto, senza assilli né vincoli è arrivato.

E non mi è piaciuto.

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Due problemi, una soluzione

Sono pigra e rimando tutto quello che posso rimandare. A meno che non abbia preso impegno con qualcuno, non faccio mai una cosa quando avevo deciso di farla. La rimando almeno una volta o due.

Mi sento spesso in colpa anche quando non dovrei. A meno che non ci sia un colpevole chiaro (e confesso, possibilmente), mi sembra che tutto quello che succede, specie quando ha effetti negativi su qualcuno, sia colpa mia. Spesso, molto spesso.

Ma negli ultimi anni ho trovato la soluzione per entrambi i problemi. Si chiama Instapaper. Ogni volta che trovo qualcosa da leggere su Internet e ho bisogno di rimandare a dopo, clicco su “Read later” e archivio l’articolo che probabilmente aspetterà per mesi, forse per sempre. Ma senza sentirmi in colpa. Perché sì, volevo proprio leggerlo e prima o poi lo farò. Giuro.

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Elogio dell’insicurezza

(in risposta ad Anamnesys)

Insicuro è chi aspetta ma sa aspettare.
Insicuro è chi si chiede se sarà opportuno.
Insicuro è chi entra in punta di piedi.
Insicuro è chi, prima di toccarti, ti chiede si può.
Insicuro è chi non ti propone risposte, solo domande.

Insicuro è chi si guarda sempre intorno per vedere l’effetto che fa(rà).
E non fa mica così male.

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Consapevolezze

Il capodanno – e giorni limitrofi – è l’occasione per fare i bilanci di come è andato l’anno che finisce o è appena finito. Di solito è un bilancio insoddisfacente.

Ma grazie al costante e continuo abbassamento delle aspettative di inizio anno, ecco che i bilanci tendono di anno in anno ad avvicinarsi al pareggio.

Vita di merda.

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