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Cose che scrivo altrove 1

Una piccola introduzione

Da qualche tempo collaboro con la Scuola di Italiano di Cagliari “L’Accademia“. Ho recentemente cominciato a tenere sul loro sito una rubrichetta sulle parole, a uso degli studenti stranieri di italiano curiosi e preparati (e ce ne sono tanti).

Questo è il mio “manifesto programmatico” (sic!). Il post originale è qui.

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Shakespeare o Mina? Conta poco. Parole parole parole.

Tullio De Mauro stima che in sedici ore di veglia un adulto colto processi ogni giorno assai più di centomila parole. E la stima è al ribasso. Parole parole parole.

Ogni nuova edizione di un vocabolario della lingua italiana accoglie neologismi e prestiti stranieri. Quest’anno lo Zingarelli ha 500 parole nuove. Il Devoto-Oli 300. Parole parole parole.

Insegno italiano agli stranieri e la forma, il significato e l’uso delle parole sono un argomento centrale delle mie lezioni di livello intermedio e avanzato. Gli studenti sono sempre molto interessati a imparare le frasi idiomatiche, i prestiti dalle altre lingue (specie la loro, di solito), l’etimologia o la provenienza di termini o espressioni che li incuriosiscono.

Da oggi terrò una rubrica aperiodica e certamente saltuaria sulle parole italiane. Non ci saranno schemi, ma alcune “regole” sì:

  1. Scriverò solo di lingua italiana o di chi parla italiano (come prima, seconda, … ennesima lingua);
  2. Scriverò solo di cose che possono interessare chi studia l’italiano;
  3. Scriverò in un italiano più possibile corretto e preciso (possibile a me, naturalmente);
  4. Linkerò il significato di parole non comuni dal Vocabolario Treccani o altrove, se ne vale la pena;
  5. Linkerò da Wikipedia o altre fonti se dovessero servire dettagli o informazioni in più;
  6. Linkerò le pagine personali di chi si occupa di lingua italiana per professione, se mi capiterà di nominarli (e se hanno una pagina, altrimenti vedi punto 8);
  7. Posterò anche cose scritte da altri, evidenziando sempre la fonte;
  8. Posterò anche contributi di chiunque voglia condividere argomenti simili (ma mi riservo di decidere se pubblicare o meno);
  9. Posterò solo quando ho qualche cosa da dire.

E questo è il mio ennealogo (o nonalogo?) ché decalogo mi sembrava troppo presuntuoso.

Dividerò i post in categorie, denominate un po’ a casaccio:

  • E/Orrori: parole scritte male (e/o dette peggio)
  • In principio era il verbo: verbi e dintorni
  • Dire quasi la stessa cosa: sfumature di significato e cose del genere
  • Sesquipedalia verba: parole belle lunghe
  • Se l’arcivescovo di Costantinopoli: giochi di parole o parole in gioco
  • Etimo(il)logico: etimologie curiose o inaspettate

In ogni caso, a mio insindacabile giudizio, pubblicherò quello solo che mi colpisce o mi intriga.

 

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